DEFINIZIONE

La tendinite calcifica della cuffia dei rotatori è la principale causa di dolore e limitazione della mobilità della spalla. Tale patologia consiste nella deposizione di cristalli di idrossiapatite a livello tendineo attraverso tre distinte fasi : fase pre-calcifica, fase calcifica e fase post-calcifca. La fase calcifica può esser a sua volta divisa in fase di riposo e fase di riassorbimento, nella quale si esacerba la sintomatologia dolorosa. Possono essere interessati tutti i tendini della cuffia dei rotatori con prevalenza del sovraspinoso (66-76%), sottospinoso (17-20%) e sottoscapolare(6-17%).

EPIDEMIOLOGIA ED EZIOLOGIA

La tendinopatia della spalla ha un’incidenza che varia tra il 5 e 39%, di queste il 7-22% sono rappresentate da quella calcifica. É una patologia che colpisce prevalentemente le donne dopo la terza decade di vita. L’eziologia è dibattuta ma è riconducibile a molteplici fattori, differenziabili in estrinseci (anatomici e biomeccanici) e intrinseci (ipossia tissutale, sovraccarico, ormonali e genetici).

DIAGNOSI

Si formula sulla base di una sintomatologia dolorosa con limitazione funzionale dell’articolazione alla quale si abbina il riscontro della patologia tramite ecografia ed esame radiologico tradizionale.

TRATTAMENTO

-TERAPIA TRADIZIONALE

Si basa su un’azione sulla sintomatologia, attraverso la somministrazione di FANS o corticosteroidi (anche attraverso infiltrazione intra-articolare), che portano nella maggioranza dei casi alla remissione del dolore, tuttavia, senza agire sui meccanismi fisiopatologici della malattia, che tenderà quindi a ripresentarsi. Fisioterapia e termoterapia per ripresa della funzionalità articolare. La terapia invasiva si basa invece su artroscopia e chirurgia open che però risultano gravati da costi maggiori e alto rischio di complicazioni come infezioni e capslulite adesiva, oltre che da un maggiore periodo di ricovero

-LITOCLASIA PERCUTANEA ECOGUIDATA

La procedura viene eseguita a paziente sdraiato e dura circa 20 minuti.
Si somministra una dose di anestetico a livello sottocutaneo con ago sottile, rendendo la procedura ben tollerabile. A questo punto si introducono due aghi (19 o 20G) fino al centro della calcificazione e si inizia una serie di manipolazioni atte a rompere la calcificazione con il solo ausilio della soluzione fisiologica riscaldata a temperatura corporea.
Successivamente i detriti della calcificazione vengono espulsi della seconda siringa, e si crea cosi una infiammazione acuta che velocizza la fase di guarigione.
La litoclasia secondo la letteratura risulta più efficace rispetto alle onde d’urto perche queste si limitano alla distruzione della calcificazione senza eliminazione istantanea dei detriti.
Secondo la nostra casistica è sufficiente una sola seduta di trattamento.