DEFINIZIONE

La disfunzione erettile è un fenomeno estremamente complesso che può essere causato da molteplici fattori come psicologici, neurologici, ormonali e vascolari.
Fra le varie cause una delle più frequenti è l’impotenza su base vascolare. Questa patologia è data dall’impossibilità a mantenere un’erezione a causa dell’incapacità al mantenimento di un volume sufficiente di sangue all’interno del pene tale da riempire i corpi cavernosi.
Questo fenomeno può essere determinato sia da una patologia arteriosa che venosa.
In particolare la disfunzione erettile su base venosa, frequente, è data da un’incontinenza delle vene di deflusso del membro che non riuscendo a chiudersi totalmente non consentendo ai corpi cavernosi a riemprisi completamente, determinato un’adeguata rigidità del pene.

EPIDEMIOLOGIA ED EZIOLOGIA

La disfunzione erettile colpisce più di 100 milioni di uomini nel mondo e 35 milioni in Europa che nella maggior parte non richiedono esplicitamente un aiuto per imbarazzo, per paura o per non conoscenza delle possibilità terapeutiche.

La disfunzione erettile non è di per sé una patologia “grave” ma il suo impatto sulla qualità della vita risulta estremamente rilevante, andando ad incidere anche sulle relazioni familiari ed interpersonali.

Il 15% degli uomini di un’età compresa fra i 35 e 50 anni presentano un disturbo dell’erezione; di questi il 30% di tipo completo. La prevalenza aumenta con l’aumentare dell’età fino al 48% nei soggetti sopra i 70 anni.

DIAGNOSI

La diagnosi di disfunzione erettile da “fuga venosa”, oltre alla sintomatologia, viene diagnosticata mediante una valutazione iniziale con EcocolorDoppler.

Questa metodica, non invasiva, consente una preliminare valutazione della funzionalità vascolare.

Il passo successivo è quello di eseguire una cavernosografia. Questa metodica consiste nell’introduzione di mezzo di contrasto direttamente nel corpo cavernoso del pene per studiare in modo ancora più preciso le dinamiche vascolari venose.

TRATTAMENTO DELLA DISFUNZIONE ERETTILE

  •  TERAPIA TRADIZIONALE

Il trattamento tradizionale da fuga venosa consiste nella legatura chirurgica della vena dorsale del pene.

Questa procedura generalmente viene eseguita in anestesia totale, praticando un’incisione chirurgica nella porzione superiore alla base del pene esponendo a “cielo aperto” la vena dorsale che viene successivamente legata. Questa metodica è stata in molti centri abbandonata visto l’alto tasso d’insuccesso e la spiccata invasività.

  •  TERAPIA ENDOVASCOLARE

Attualmente esiste l’opportunità di eseguire un trattamento mini invasivo e pressochè privo di effetti collaterali per il trattamento della disfunzione erettile da fuga venosa.
Questa nuova metodica si chiama embolizzazione del plesso venoso periprostatico. E’ una procedura di Radiologia Interventistica assai poco invasiva che viene eseguita in circa 30 minuti.
L’embolizzazione si esegue accedendo alla vena dorsale del pene mediante una puntura ecoguidata con microago.
Un piccolissimo catetere viene introdotto all’interno di questa vena e selettivamente vengono chiuse con particolari materiali totalmente biocompatibili tutte le vene di deflusso del sangue del pene responsabili della fuga venosa.
Terminata la procedura, il microcatetere viene sfilato e viene eseguita una leggera compressione sulla sede della puntura per alcuni minuti. Questo intervento riduce drasticamente l’invasività e le complicanze dell’intervento classico ma soprattutto risulta molto efficace nel risolvere questo tipo di problema.