DEFINIZIONE

La Sclerosi Multipla è la causa principale di disabilità neurologica nei giovani adulti. E’causata da un danneggiamento della sostanza bianca del sistema nervoso centrale sia a livello del cervello che del midollo spinale. La mielina, il materiale di rivestimento dei nervi che li protegge e li avvolge favorendo la trasmissione degli impulsi elettrici, viene danneggiata e questo causa delle cicatrici (dette placche) che rendono progressivamente meno efficiente la trasmissione dei segnali nervosi. L’esordio e la progressione della malattia può essere caratterizzata da diversi sintomi neurologici che nel tempo possono, risolversi, aggravarsi o essere fluttuanti e recidivanti arrivando in alcuni casi a progredire fino alla disabilità fisica e cognitiva.

EPIDEMIOLOGIA ED EZIOLOGIA

L’incidenza della malattia subisce delle differenze in base all’area geografica. In Italia l’incidenza è variabile a seconda delle regioni studiate: l’Italia continentale presenta una incidenza media di circa 40-70 casi per 100.000 abitanti, oscillando dai 35 per 100.000 della provincia di Salerno ai 90 della Valle D’Aosta, mentre l’incidenza aumenta sulle isole dove raggiunge anche più di 150 casi per 100.000 abitanti. Il picco di prevalenza si ha tra i 35 e i 64 anni, mentre l’epoca di insorgenza più comune è approssimativamente intorno ai 30 anni di età.

Sebbene la patogenesi della malattia non sia stata ancora compresa del tutto, l’ipotesi più accreditata prevede un meccanismo immuno-mediato della malattia. Più di recente, questa prima teoria è stata affiancata dall’ipotesi che la congestione venosa cronica possa essere un importante fattore scatenante, coinvolto anch’esso nello sviluppo della malattia. Questo concetto viene chiamato in lingua inglese “Chronic Cerebro-Spinal Venous Insufficiency”, più brevemente CCSVI ed è caratterizzato dalla presenza di alcune stenosi a livello delle vene giugulari interne e della vena azygos. Queste vene rappresentano i maggiori sistemi di ritorno del sangue venoso dal cervello al cuore e le stenosi rappresentano un rallentamento al flusso di sangue in questa direzione, che può contribuire alla progressione della malattia.

DIAGNOSI

La diagnosi di sclerosi multipla può in alcuni casi risultare difficoltosa vista l’ampia gamma di sintomi che spesso possono simulare altre patologie e ritardarne la diagnosi. Al momento attuale la diagnosi si basa su elementi clinici, laboratoristici e radiologici che vengono riassunti in alcuni “criteri diagnostici” tra i quali i “criteri di McDonald” sono sicuramente i più diffusi ed utilizzati. Essi si basano sul numero di recidive, il numero di lesioni visualizzabili alla Risonanza Magnetica e l’esame del liquido cefalo-rachidiano.

 TRATTAMENTO

Il trattamento della sclerosi multipla rappresenta ancora una sfida per la medicina moderna sebbene molti progressi siano stati fatti negli ultimi anni. Per quello che riguarda la terapia medica, si è passati dalla sola possibilità di somministrare interferone, alla disponibilità di molte nuove molecole e in particolare di diversi anticorpi monoclonali.

Nonostante il ruolo controverso e molto dibattuto del trattamento del CCSVI che è testimoniato dalla presenza di oltre 200 articoli nella letteratura internazionale maggiore, sono stati fatti diversi sforzi per sviluppare un trattamento efficace. Analogamente ad altre patologie, i primi approcci sono stati di natura chirurgica “open” o “a cielo aperto”. Questa procedura necessita di anestesia totale e presenta significative difficoltà tecniche legate alla sottigliezza delle vene su cui intervenire. Questa metodica è progressivamente sempre più abbandonata vista la spiccata invasività.

Negli anni si è sviluppata l’opportunità un trattamento mini invasivo alternativo e pressoché privo di effetti collaterali per il trattamento della CCSVI. Questa metodica è rappresentata dalla angioplastica percutanea delle vene giugulari (ed eventualmente della vena azygos). La procedura viene eseguita mediante la puntura della vena femorale a livello dell’inguine e da questo punto vengono introdotti all’interno delle vene, utilizzando cateteri e fili guida, dei palloncini da angioplastica che vengono gonfiati a livello delle vene stenotiche per rimodellare le stesse e restituire la fisiologica pervietà, in grado di garantire un ottimale flusso di sangue venoso dal cervello al cuore. La procedura presenta tassi di complicanze molto bassi e può fornire un contributo nel controllo della malattia, ritardandone l’eventuale progressione e mitigandone la sintomatologia.